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Scheda spettacolo

Programmazione


La produzione attualmente non è in programmazione
ADDIO GORI
di Alessandro Benvenuti e Ugo Chiti

Regia di Alessandro Benvenuti

con ALESSANDRO BENVENUTI musiche di PATRIZIO FARISELLI

Descrizione

SABATO 3 NOVEMBRE ore 21.00 - Inaugurazione Stagione Teatrale 2007/08

Con ADDIO GORI Alessando Benvenuti e Ugo Chiti hanno mantenuto una difficile promessa fatta venti anni fa: quella di arrivare con l’ultimo atto della trilogia dei Gori all’altezza di quel primo sorprendente capitolo 1 che è stato, e per molti lo è tutt’oggi, Benvenuti in casa Gori.
«Venti anni ininterrotti di tournée. Venti anni in smoking a raccontare i crucci, i pensieri, le gioie e i drammi piccoli e grandi di una famiglia operaia. La mia famiglia, mia madre, mio padre che sono diventati il divertimento e lo specchio per tante, tante, decine di migliaia di persone che hanno riso con loro e con loro si sono identificati arrivando a sentirli come parenti, come sangue del loro stesso sangue.
Era il 1986 quando lo concepimmo quasi per gioco scrivendolo in due pomeriggi + uno. E dodici anni sono passati da quando bissammo quel primo ‘miracolo’ con Ritorno a casa Gori (era il 1994 e stavolta ce ne occorsero cinque di pomeriggi per scriverlo).
Addio Gori è stato più laborioso: i pomeriggi insieme sono stati dieci. (…) Abbiamo incominciato con il fiato grosso e poi le prime parole sensibili hanno risvegliato i Gori e i nostri dieci personaggi e i loro amici hanno come sempre preso il sopravvento su di noi. Questo perché da un certo punto in poi ormai i Gori, si scrivono da soli. È la natura delle cose nate bene: sono già dentro di noi, devi solo metterti in ON, tirare via il lenzuolo che le tiene riparate dalla polvere. Questo spettacolo non ha una scheda artistica o note di regia, ma solo queste poche righe di confessione. Non ha una scheda perché credo che non ne abbia bisogno; infondo parla solo di una famiglia, di un matrimonio e di un compleanno: nulla che anche il più sprovveduto degli spettatori non possa godersi senza l’accompagnamento di inutili precisazioni. E questo in fondo è il suo bello.
(Alessandro Benvenuti)