Catalyst

Scheda spettacolo

Programmazione


La produzione attualmente non č in programmazione
LAVORO DA MORIRE
di Riccardo Rombi

Regia di Riccardo Rombi

con JACOPO GORI videointerventi CHIARA SCARSELLI luci GIANFRANCO MICHLER produzione EMILIA PATERNOSTRO ufficiostampa MARTINA PIRANI

Descrizione

anno 2009: 1000 caduti sul lavoro

Pasolini li chiamava omicidi bianchi.
Oggi l'ipocrisia delle cronache li fa scivolare sotto il termine generico di "morti bianche" morti senza colpevoli.
Ma scorrendo il resoconto quotidiano delle morti sul lavoro si ha la sensazione di leggere dispacci di guerre lontane e troppo spesso dimenticate.

Dedicato alla tragedia quotidiana e irrisolta delle morti sul lavoro, Lavoro da morire ha il sapore di un racconto a volte ironico, a volte amaro, come la vita del suo protagonista. Il racconto di una vita spezzata non dal lavoro ma da chi quel lavoro, all'alba del terzo millennio, fa ancora apparire come un miraggio.
Mario, 45 anni, 20 passati nel reparto vernici di una fabbrica di automobili dove ha incontrato Maria in un'accidentale esplosione di beige. I ricordi a colori di un'infanzia in periferia, la vita in fabbrica e l'incontro con Maria; l'amore incondizionato per lei e quello stentato per la lettura a cui lei lo avvia. Lavoro da morire non fotografa solo l’istante drammatico della morte sul lavoro ma ripercorre, scatto dopo scatto, una vita intera, con il suo carico ingombrante di ricordi, affetti, immagini che si perdono in un attimo di distrazione fatale che i giornali chiamano “morti bianche”.

Jacopo Gori, operaio prestato al teatro nel coraggioso tentativo di rendere ancora più vera e intensa questa storia, rivendica con la leggerezza di un racconto a tratti ironico, il Lavoro come diritto e come mezzo di sopravvivenza; difficile da garantire e da sostenere quando la morte sul lavoro diventa la regola a cui ci si abitua e non l'eccezione contro la quale combattere.

Lo spettacolo ha debuttato con successo al Teatro Comunale Corsini di Barberino del Mugello in occasione della Festa della Toscana “Costruire Lavoro” il 6 dicembre 2008, a un anno esatto dalla tragedia della Thyssen Krupp.

1) da RECENSITO.IT
Roma, Teatro dell'Orologio: intenso spettacolo di Riccardo Rombi
10 03 2010 (Teatro / Visti da noi)
Teatro dell'Orologio - ROMA
LAVORO DA MORIRE
Autore: Riccardo Rombi
Regia: Riccardo Rombi
Con Jacopo Gori
In scena dal 2 al 14 Marzo 2010
La storia di Mario la conosciamo già. Ce l'hanno raccontata così tante volte che la ricordiamo a memoria. Questo perché, la storia di Mario, è la stessa di quei mille operai che muoiono quasi ogni anno in Italia uccisi da una mano “bianca” e incolpevole per definizione, perché la colpa è sempre di chi non ha più voce per difendersi. Come nel caso dei sette operai morti nel rogo della Thyssen Krupp, arsi vivi in un'esplosione accidentale perché – si è detto – erano “distratti”.
Riccardo Rombi, che firma testo e regia di Lavoro da morire, in scena fino al 14 marzo al Teatro dell'Orologio, tenta di restituire voce e dignità anche a loro: a quei morti sempre anonimi che nei titoli urlati dai giornali sono solo, genericamente “operai”, 'ma abbiamo un nome anche noi!', grida dal palco il protagonista a metà spettacolo. Ebbene, Rombi riesce nel suo intento, per giunta evitando la retorica facile. Come? Sicuramente scegliendo come interprete del suo monologo un operaio prestato al teatro, il bravo Jacopo Gori, che conosce bene la realtà della fabbrica e che, in passato, è stato egli stesso vittima di un incidente sul lavoro che gli è costato “solo” un paio di denti rotti e tanta paura.
Così, su una scena spoglia illuminata soltanto da una luce rosso sangue, Mario comincia a snocciolare la sua vita come se stesse sfogliando un album di foto. Ci racconta la sua infanzia proletaria, la vita in periferia, il lavoro nel reparto vernici di una fabbrica di auto; ci parla di Maria, femminista e operaia come lui, conosciuta – amara ironia – proprio a causa di un incidente sul lavoro che inonda tutto e tutti di beige e li fa innamorare. E poi la passione per la lettura che nasce in sordina insieme a quella per la politica, i comizi in fabbrica, le battaglie portate avanti per lavorare in condizioni più dignitose e i colleghi che muoiono tranciati in due da un macchinario difettoso, in un giorno qualsiasi. Anche Mario morirà, ufficialmente vittima di un tumore di quelli che non lasciano scampo. Ufficiosamente, ucciso da vent'anni di lavoro fabbrica.
L'intensità di Gori in scena è quasi spiazzante, e nonostante sia chiaro che ci si trova dinanzi a un attore non professionista, questa sua autenticità commuove, riuscendo a toccare corde sconosciute.
Su un piccolo schermo accanto al palco scorrono i nomi dei sette operai morti nel rogo della Thyssen Krupp.
Gori gli indirizza un bacio e fa un inchino. Poi, esce di scena.
Valeva proprio la pena ascoltarla, questa storia.
(Lucilla Chiodi)
pubblicato su www.recensito.net il 10 marzo 2010
l'articolo è visibile al seguente link: http://www.recensito.net/pag.php?pag=5783

2) da TEATRO.ORG
Sezione Spettacoli / Recensioni
LAVORO DA MORIRE
Autore: Riccardo Rombi
Regia: Riccardo Rombi
Compagnia/Produzione: Catalyst
Cast: con Jacopo Gori videointerventi Chiara Scarselli luci GianfrancoMichler in collaborazione con ARCI
DESCRIZIONE
Sul palco, diretto da Riccardo Rombi, Jacopo Gori, operaio viareggino prestato al teatro nel coraggioso tentativo di rendere ancora più vera e intensa una storia tristemente uguale ad altre centinaia. La storia è quella di Mario, 45 anni, 20 passati nel reparto vernici di una fabbrica di automobili dove incontra Maria in un'accidentale esplosione di beige. I ricordi a colori di un'infanzia in periferia, la vita in fabbrica e l'incontro con Maria; l'amore incondizionato per lei e quello stentato per la lettura a cui lei lo avvia. Lavoro da morire non fotografa solo l’istante drammatico della morte sul lavoro ma ripercorre, scatto dopo scatto, una vita intera, con il suo carico ingombrante di ricordi, affetti, immagini che si perdono in un attimo di distrazione fatale che i giornali chiamano “morti bianche”.

LE RECENSIONI La recensione di Paola Perrotta
catalyst LAVORO DA MORIRE di riccardo rombi
Mille caduti sul lavoro, nell’anno 2009. Questo spettacolo è dedicato a tutte le morti bianche, vittime che spesso restano a margine delle cronache sui giornali. Molti di quei mille vengono ricordati sul palco, con un elenco di nomi e cognomi che scorre sul piccolo proiettore del Teatro dell’orologio, al termine del monologo recitato da Jacopo Gori, coraggioso operaio prestato al teatro. Un testo scritto da Riccardo Rombi nel 2008 per la tragedia della Thyssen Krupp in Toscana e che, a distanza di due anni, raggiunge la capitale nell’audace tentativo di tenere alta l’attenzione sui morti sul lavoro, di cui non si parla mai abbastanza.
E ci riesce perfettamente, perché Lavoro da morire restituisce allo spettatore l’ intensità e la forza della questione sociale, con la tenerezza della storia personale, a tratti ironica ma realistica. Jacopo Gori interpreta Mario, un operaio di 45 anni che lavora nel reparto di vernici di una fabbrica di automobili. In quel reparto incontra Maria, la donna con la quale costruisce una vita semplice ma felice. Mario percorre i ricordi di un’infanzia povera, il lavoro in fabbrica e la vita con Maria, che è costretto ad interrompere, contro la sua volontà, con un epilogo di forte impatto che immerge lo spettatore nella tragedia quotidiana e irrisolta delle morti sul lavoro.
Roma, 02/03/2010 Teatro dell'Orologio
Visto il 02/03/2010 a Roma (RM) Teatro: Dell'Orologio Sala Gassman