LA VEDOVA SCALTRA
di Carlo Goldoni
Regia di Lina Wertmuller
adattamento diLINA WERTMULLER
in collaborazione con Tiziana Masucci
regia di Lina Wertmüller
musiche di Italo Greco, Lucio Gregoretti e Gabriele Miracle
scene di Enrico Job
costumi di Enrico Job
con Raffaella Azim
e con Giovanni Costantino, Elena D’Anna, Francesco Feletti, Massimo Grigò, Roberto Valerio,
e con Gianni Cannavacciuolo nel ruolo di Arlecchino
Descrizione
Testo di transizione tra la commedia dell'arte e la commedia nova La vedova scaltra è un'idea carica di echi sensuali ma anche di segreti e profondi simbolismi dentro la quale s'intrecciano due percorsi: quello dei cavalieri vogliosi di conquistare una preda e quello della donna che cerca un uomo vero.
L'incrocio tra i desideri dei pretendenti e quelli della vedova è l'avventurosa partita da percorrere. Maritata giovanissima a un signore anziano e ricco, Rosaura, ha avuto con l'amore un rapporto di sopportata dedizione all'autunno del suo "Sior Consorte". Per questo Job ha immaginato al centro dell'azione un letto, simbolo di tutte le voluttà che per lei è sempre rimasto vuoto, e la sua vasta dimensione è lì a sottolineare soprattutto quel vuoto.
C’è un candore, malgrado la vedovanza, che rende quel letto quasi verginale, denso di sogni, di solitudine che l'amore, quello vero sensuale, non ha mai riempito.
Intorno a quel letto, quattro cavalieri europei, nobili e benestanti, desiderosi della dama, navigano con grazia le acque della galanteria e del corteggiamento. Anche se sotto i loro sofisticati nasi, senza che se ne avvedano, si stanno preparando sconvolgimenti rivoluzionari e ghigliottine che distruggeranno ogni incipriata eleganza.
In questo gioco che echeggia di romanticismo, Arlecchino è il testimone della "Commedia dell'Arte", la maschera su cui si riversano tutti i difetti degli italiani ma che con la simpatia e l'allegria riesce a farsi amare.
Al centro dell’intera vicenda campeggia icontrastato "Amore". Sotto l'aria leggera della commedia innovatrice, Goldoni fa circolare intorno alla sua vedova un sostanziale "bisogno d'amore".
Nella casa della nostra appassionata ma saggia vedova, i valori sono diversi, freschi, autentici e l'amore è il senso centrale della vita.
Secondo noi la lettura più interessante e forse anche la più appropriata per questa "Vedova" è proprio il "seme dell'Amore", soffio purificante che anticipa il grande vento del Romanticismo, anche addensatore di quei nuvoloni "Sturm und drang" che cambieranno per sempre i cieli della cultura europea.
Fuori forse impazza il Carnevale.
(Lina Job Wertmüller)