Memorie di un boia

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MEMORIE DEL BOIA

di Stefano Massini
regia Rosario Campisi
con Rosario Campisi, Gabriele Giaffreda, Luisa Cattaneo

musiche Gabriele Savarese (violino)

produzione Catalyst con il contributo del Comune di Prato

disegno luci Siani Bruchi

1829. Una gelida serata d’inverno. Parigi fa da sfondo ad uno strano incontro. Siamo in una delle case arroccate su Rue d’Albouy. Solo, stanco, abbandonato a causa del suo tristemente glorioso passato incontriamo il vecchio boia di Place de Greve, Sanson, per anni roccia affilata, impietosa e incombente sui condannati della capitale, figlio di quel nome che da oltre due secoli è il sinonimo della morte, punizione di Stato. Riposte le armi, vive ormai ritirato e rifiutato dal mondo. Con lui soltanto la sua fidata sguattera, cane da guardia della sua solitudine. Ma tra le ombre di quella notte una figura riesce a varcare la soglia. È un giovane, scaltro e ambizioso. Si definisce il suo erede e, oltre a varcare il confine di casa Sanson, tenta di sfidare il cinismo e l’anima stessa del Carnefice Pubblico, dando inizio a una sfida, inaspettata, diretta, nient’affatto pacifica. Una vera e Propria inchiesta che si fa largo fra i pensieri, gli incubi, i ricordi di Sanson e la sua visione della vita, della morte e del vivere donando la morte. La figura del boia ne emerge ora carnefice, ora vittima e da inquisitore a detrattore. Si svela così la “banalità del male” e nascono domande, che si muovono nel campo morale ed etico, attorno a una triste verita: “quando un uomo uccide è la bestia che lo muove. Quando invece uccide lo Stato, lo muove la folla… guai a tradirla…”

MISE EN ESPACE PER LE SCUOLE

Lo spettacolo offre diversi spunti di riflessione, utili anche a un percorso didattico sul tema della pena di morte nel corso della storia.
Partendo da memorie e brani letterari, Memorie del boia di Sefano Massini, L’ultimo giorno di un condannato a morte di Victor Hugo, Memorie di Sanson di Honorè de Balzac e passando attraverso la descrizione minuziosa quasi maniacale delle macchine di morte, la mise en espace è in grado di rievocare suggestioni, destare stupore, curiosità e interesse per un lavoro in classe.