Catalyst > STAGIONE TEATRALE 2023/2024
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info e prenotazioni: teatrocorsini@gmail.com / 055841237

orario biglietteria: lunedì dalle 16:30 alle 20:00; giovedì dalle 16:30 alle 19:00; sabato dalle 10:00 alle 13:00

biglietti disponibili su Box Office e Ticketone

prezzi serale:
– intero 18,00 €
– ridotto Arci e Soci Coop 15,00 €
-abbonati 10,00 €
– studenti 6,00 €

Per i nostri abbonati

ABBONAMENTO COMPLETO
> 10 spettacoli INTERO € 120,00 | RIDOTTO € 100,00

CARNET “COME TU MI VUOI!”
> 6 ingressi da utilizzare previa prenotazione € 60,00

CARNET YOUNG ADULT (16/25 anni)
> 4 ingressi da utilizzare previa prenotazione € 24,00

SERALE

Domenica 5 novembre ore 21

Orchestra Multietnica di Arezzo ospita MODENA CITY RAMBLERS

CULTURE CONTRO LA PAURA

Costituita nel 2007 l’OMA ha tracciato in questi anni di concerti, spettacoli teatrali e laboratori in tutta Italia un percorso di culture e di tradizioni. Un percorso di pace, di nomadismo e di amore per le proprie e per le altrui radici, che dal Nord Africa sale per la Turchia, la Grecia, i Balcani, l’Est Europeo, senza tralasciare l’Asia e l’America, per arrivare ­no al nostro Paese, alle coste bagnate da quello stesso Mediterraneo che unisce e allontana i popoli. Oggi un percorso di nuove migrazioni.
Cultura e musica signi­ficano pluralitàconfronto e mescolanza. Questo è il principio ispiratore del progetto che ha portato alla costituzione dell’OMA, valorizzando quanto culture e tradizioni hanno in comune: sapori, ritmi e suoni.

L’Orchestra Multietnica di Arezzo ospiterà nel 2023 i Modena City Ramblers, con il loro amore incondizionato per la musica della tradizione popolare: irlandese, scozzese, celtica, klezmer, balcanica e italiana.
Un fervido racconto di culture in dialogo, tra tradizione e innovazione, per ribadire con forza un tema a cui l’OMA è legata ormai dal 2018: il valore delle culture, nel loro farsi incontro e confronto, contro la paura delle tante diversità che abitano gli esseri umani, contro l’uniformità e l’omologazione.
Culture contro la paura, per l’appunto, come per l’omonima fortunata produzione discogra­fica a ­firma Orchestra Multietnica di Arezzo nata dall’incontro con musicisti e artisti di rilievo internazionale.

Culture contro la paura non è solo un progetto artistico ma è l’invito a prendere posizione lottando culturalmente contro “la paura” che l’OMA rivolge in questo preciso momento storico a chi avverte un brivido lungo la schiena quando sente parlare di muri, di “noi o loro” e di “paura del diverso”.

Prezzi: intero 18€ – ridotto 15€

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Giovedì 9, venerdì 10 novembre ore 21

LE COSMICOMICHE

In un’atmosfera sospesa e in incessante trasformazione, tra nebulose, meteoriti, cristalli e tempeste solari, i ricordi di Qfwfq, protagonista delle Cosmicomiche assieme alla sua incredibile parentela, diventano le uniche coordinate di una storia: quella dell’origine e dell’evoluzione dell’universo.
Suggestioni scientifiche si trasformano in visioni fantastiche, una scrittura che fa ricorso alle immagini, tipica del mito, che Calvino fa rinascere “dal linguaggio più lontano da ogni immagine visuale come quello della scienza d’oggi.” E così, dietro lo sguardo sempre ironico e affascinato dell’autore, scenari stellari, flussi elettromagnetici, nubi di idrogeno, quanti, quasar e pulsar diventano ambiente e nello stesso tempo protagonisti dei diversi racconti.
di Italo Calvino
regia di Riccardo Rombi
con Vincenzo De Caro, Riccardo Rombi, Giorgia Calandrini, Marco Mangiantini, Dafne Tinti, Claudia Allodi
luci e suono Martino Lega
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Sabato 25 novembre ore 21

anteprima

PICCOLE DONNE CRESCONO?  

Daniela Morozzi, Anna Meacci e Chiara Riondino saranno le protagoniste di un testo brillante e commovente, a tratti parodistico e irriverente. Le sorelle March tentando a modo loro di infrangere le secolari leggi che stabilivano quale fosse la condotta appropriata ad una donna rappresentano “un’incessante lotta anche interiore per trasformare la femminilità in qualcosa di meno piccolo”. Esattamente come noi, ancora oggi. L’epistolario e la biografia della Alcott, faranno da contrappunto ai dialoghi per disegnare un quadro nuovo e tentare una risposta possibile al punto interrogativo presente nel titolo: “Piccole donne crescono?”.

di e con Anna Meacci, Daniela Morozzi, Chiara Riondino
regia di Matteo Marsan
scenografia Matteo Marsan, Davide Lettieri
co-produzione Catalyst – Stanzone delle apparizioni

 

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Giovedì 30 novembre ore 21

PAOLO ROSSI in 

DA QUESTA SERA SI RECITA A SOGGETTO! Il metodo Pirandello

Il pubblico è in attesa che cominci lo spettacolo. Una discussione proviene da dietro il sipario e irrompe in sala a sipario alzato tra lo sconcerto generale. Degenera in lite e coinvolge tutti, attori e spettatori. Il motivo della disputa riguarda il metodo da utilizzare per la messa in scena della commedia che deve essere rappresentata a soggetto.
Era destino che Paolo Rossi si confrontasse prima o poi con questa opera di Pirandello, parte della trilogia del “teatro nel teatro” che rivoluzionò il modo tradizionale di recitare, non limitando l’azione degli attori al solo palcoscenico ma facendoli recitare anche in platea, nei palchi, nel foyer, coinvolgendo il pubblico come fosse parte dello spettacolo, arrivando, conseguentemente, alla rottura della “quarta parete”.

di Paolo Rossi e Carlo G. Gabardini
con Emanuele Dell’Aquila, Alex Orciari, Caterina Gabanella, Laura Bussani, Alessandro Cassutti
e con la partecipazione del pubblico
ideazione e regia di Paolo Rossi
aiuto regia Luca Orsini
scene Lorenza Gioberti
costumi Elisabetta Menziani
luci Elena Vastano
produzione AGIDI

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Venerdì 8 ore 18 e ore 21,
sabato 9 dicembre ore 16 e ore 18

HAMELIN    

spettacolo vincitore premio Eolo 2023

La storia del pifferaio di Hamelin è ancora avvolta nel mistero. Hamelin è il nome di una cittadina al nord della Germania dove leggenda e realtà si son fuse centinaia di anni fa, dove diverse ipotesi non hanno mai risolto il mistero della sparizione di 130 bambini, come riportato nella targa affissa sulla cosiddetta casa dell’accalappia topi. Un fatto di cronaca traslato via via in fiaba, nella tradizione orale prima e nella raccolta “Saghe germaniche” dei Fratelli Grimm poi.
Ad Hamelin vige ancora il divieto assoluto di suonare musica nella via Senzatamburi, dove anche i cortei in festa che vi arrivano cessano immediatamente ogni suono. Ma cosa è successo ai bambini di Hamelin? Dove finisce la realtà e dove inizia la finzione?
Lo spettacolo proverà a raccontare e ripercorrere l’origine di questo mistero giocando su diversi piani: quello temporale diviso tra l’oggi e quello della storia e, infine, il piano della percezione perché adulti e bambini potranno seguirlo attraverso un punto di vista diverso utilizzando un apposito dispositivo che porta i corpi di chi guarda a entrare nella scena in maniera interattiva.

drammaturgia e regia Tonio De Nitto
dramaturg Riccardo Spagnulo
con Fabio Tinella
musiche originali Paolo Coletta
voiceover Sara Bevilacqua
sound designer Graziano Giannuzzi
scena Iole Cilento
burattini Michela Marazzi
luci Davide Arsenio
costumi Lapi Lou
assistente scenografa Cristina Zanoboni
costruzione scenica Luigi Di Giorno
produzione Factory compagnia transadriatica – Fondazione Sipario Toscana
con il sostegno di Segni new generations festival

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Venerdì 15 dicembre ore 21

UNA STAGIONE ALL’INFERNO     

È il resoconto finale di un angelo caduto; di un peccatore; di un fuorilegge; di un nuovo Icaro; di un poeta; di uno che si è creduto dispensato da ogni morale; di uno di noi; di un’anima. Un’anima che si ritrova sconfitta, ingannata, catapultata negli inferi, o meglio, ancora più fuori ad un ulteriore inferno e si domanda il perché! Ripercorrerà la sua caduta per affrontarla!

da Arthur Rimbaud
un progetto di e con Dimitri Milopulos
produzione Teatro delle Limonaia
spettacolo a posti limitati 

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Domenica 31 dicembre ore 22

MARIA CASSI e LEONARDO BRIZZI   

SPETTACOLO DI CAPODANNO 

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Venerdì 5 gennaio ore 21
Sabato 6, domenica 7 gennaio ore 17

IL CIRCO DELLE BOLLE DI SAPONE IN SU

Dopo lo straordinario successo della scorsa stagione, ritorna lo spettacolo-evento di danza e circo, energetico, vivace, frenetico e colorato, dove la magia delle bolle di sapone e il loro sospeso incanto viene spinto dai tre intrattenibili protagonisti della scena che senza sosta producono migliaia di bolle usando oggetti disparati o facendole nascere dalle sole mani, in un vortice di corografie, giochi e dinamiche che coinvolgono il pubblico, rendendolo vitale e reattivo pronto a partecipare, a muoversi e cantare.

Intero € 19,00
Ridotto fino a 12 anni € 15,00
Gruppi oltre le 12 persone € 14,00 ciascuna

Di Michelangelo Ricci
con Simona Baldeschi, Maria Grazia Fiore, Maurizio Muzzi
animazione di sala Giusi Salvia, Giuseppe Scavone, Soledad Flemma
foto Libicocco, Simona Simoncini, Elena Cappanera
Compagnia Ribolle

IL CIRCO DELLE BOLLE DI SAPONE IN SU

Venerdì 12 gennaio ore 21                               

FILUME’ E DON MIMI’
Ritratto appassionato di un amore travagliato

Tutte le mamme sono Filumena. La dura vita fatta in giovinezza le segue anche in vecchiaia.
Un attento studio sulla commedia di Eduardo, una rivisitazione e libera interpretazione di Vincenzo De Caro eliminando i personaggi minori per evidenziare il personaggio Eduardiano. Un testo che analizza, conosce e cerca di comprendere la vera essenza di Filumena Marturano. Una riscrittura profonda con un finale insolito, che si concentra su una donna che rappresenta in fondo tutte le madri. Una donna forte, che non piange, disposta a fare qualsiasi cosa per i propri figli, anche nell’ignoranza e nelle difficoltà della vita. Piena di risorse e talvolta meschina, Filumena è costretta a vivere in vecchiaia la stessa dura vita trascorsa in giovinezza. Un testo intenso, indagatorio, rivelatore. Una donna dalle molte sfaccettature rappresentate con grande potenza e sensibilità da Anna Collazzo.

con Anna Collazzo, Michele Cimmino, Tommaso Albini, Carla Stefanelli, Thomas Grande
e con la partecipazione di Vincenzo Mario De Caro
regia di Vincenzo Mario De Caro
scene e costumi Valentina Pagni
disegno luci Daniele Nocciolini

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Sabato 20 gennaio ore 21

E SE CI INCONTRASSIMO IERI?

Una compilation musicale scandisce le tappe della storia d’amore tra Mirkoe Gloria, un giovane appassionato di musica e una cantante freelance. Il primo bacio, l’attrazione, le uscite con gli amici e le incomprensioni: situazioni familiari ad ognuno di noi, uniche e irripetibili. Ma se potessimo riviverle? Una relazione che sfida le leggi del tempo sulle note di una coinvolgente colonna sonora.
Prodotto dalla Compagnia delle Formiche “…e se c’incontrassimo ieri?” è un musical inedito che intreccia i grandi successi della musica italiana con un’insolita storia d’amore: il risultato è la trama avvincente di una surreale favola moderna

di Simone Fisti, Andrea Cecchi e Alessio Fusi
con Simone Fisti, Chiara Materassi, Simone Marzola, Giulia Paoletti, Giorgio Lumi, Ginevra Quacquarini, Lapo Braschi, Antonio Lanzi, Claudia Naldoni
regia Andrea Cecchi
arrangiamenti Federico Pacini
costumi Compagnia delle Formiche
disegno luci Paolo Di Candiae Niccolò Downie
grafica Alessio Fusi e Alessio Pollazzon
datore luci Paolo Di Candia / Niccolò Downie
fonico di sala Pasquale Mariniello
fonico di palco Claudio Notarstefano
Compagnia delle Formiche

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Giovedì 25 gennaio ore 21

ALDO CAZZULLO E MONI OVADIA in

IL DUCE DELINQUENTE

La maggioranza degli italiani pensa che Mussolini fino al 1938 le abbia azzeccate quasi tutte, fino all'”errore” dell’alleanza con Hitler, delle leggi razziali, della guerra. Lo spettacolo dimostrerà che non è così. Prima del 1938, Mussolini aveva provocato la morte di Gobetti, Gramsci, Matteotti, Amendola, dei fratelli Rosselli e di don Minzoni. Aveva fatto morire in manicomio il proprio stesso figlio, e la donna che aveva amato. Aveva preso e mantenuto il potere nel sangue, perseguitando oppositori e omosessuali, imponendo un clima plumbeo e conformista. Aveva chiuso i libici in campo di concentramento, gasato gli abissini, bombardato gli spagnoli. Si era dimostrato uomo narcisista e cattivo. La guerra non è un impazzimento; è lo sbocco naturale del fascismo. E aver mandato i soldati italiani a morire senza equipaggiamento in Russia, nel deserto, in Albania è stato un altro crimine, contro il suo stesso popolo. E ancora devono arrivare gli orrori della guerra civile. E del neofascismo delle bombe sui treni, nelle banche, in piazza.
Una storia a due voci: Aldo Cazzullo racconta, Moni Ovadia legge i testi del Duce e delle sue vittime. Con musiche e canzoni dell’epoca.
Alla fine capiremo perché dobbiamo vergognarci del fascismo. Ed essere orgogliosi dei resistenti che l’hanno combattuto.

con Aldo Cazzullo e Moni Ovadia
musiche dal vivo di Giovanna Famulari
Corvino Produzioni

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Venerdì 9 febbraio ore 21

CAMERE DA LETTO

Camere da letto (Bedroom Farce) è una farsa in due atti di Alan Ayckbourn del1975. La pièce teatrale si svolge in tre camere da letto in una sola notte e nella mattina seguente. Il cast è formato da 4 coppie sposate. All’inizio della commedia, la coppia più anziana, composta da Delia ed Ernest, si sta preparando per uscire e festeggiare l’anniversario di matrimonio; Malcom e Kate, la coppia più giovane, sta organizzando un party d’inaugurazione della loro nuova casa al quale le altre due coppie, Jan e Nick e Susannah e Trevor (gli unici due di cui non si vedrà la camera da letto), sono state invitate. All’ultimo minuto Nick si fa male alla schiena e non può andare. Il fattore che complica tutto è che Jan in passato era la ragazza di Trevor, e dopo che Susannah e Trevor hanno un acceso battibecco, Susannah li sorprende che si baciano. Quindi Susanna scappa dalla festa e va a trovare Delia ed Ernest, i quali sono i genitori di Trevor; finisce per dividere il letto con Delia, mentre Ernest è costretto a dormire in una stanza di riserva. Nel contempo Trevor, pensando di non poter rientrare a casa propria, viene invitato da Kate a dormire presso di loro nonostante abbia contribuito assieme a Susannah a rovinare la festa. D’improvviso Trevor decide di “rimettere le cose a posto” con Nick e Jan, lasciando che Kate lo aspetti mentre lui va a casa dei due. Alla fine Trevor e Susannah sembrano riconciliarsi, ma il finale lascia qualche dubbio sul fatto che la storia possa davvero continuare.

di Alan Ayckbourn
con Francesca Cassarini, Alessandro Pinelli, Giuseppe Beccaglia, Michela Vitamia, Alessia Bartolomei, Giovanni Masina, Marco Nucci, Elisa Collina,
regia di Gianluigi Fogacci
tecnici e aiuto regia Michela Cassarini, Caterina della Concordia, Michela Benamati
compagnia Non solo ragionieri

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Sabato 17 febbraio ore 21

ANTONIO REZZA in

PITECUS

Uno spettacolo che analizza il rapporto tra l’uomo e le sue perversioni: laureati, sfaticati, giovani e disperati alla ricerca di un occasione che ne accresca le tasche e la fama, pluridecorati alla moralità che speculano sulle disgrazie altrui, vecchi in cerca di un’identità che li aiuti ad ammazzare il tempo prima che il tempo ammazzi loro, persone che tirano avanti una vita ormai abitudinaria, individui che vendono il proprio corpo in cambio di un benessere puramente materiale, esseri che viaggiano per arricchire competenze culturali esteriori e superficiali. PITECUS racconta storie di tanti personaggi, un andirivieni di gente che vive in un microcosmo disordinato: stracci di realtà si susseguono senza filo conduttore, sublimi cattiverie rendono comici ed aggressivi anche argomenti delicati. Non esistono rappresentazioni positive, ognuno si accontenta, tutti si sentono vittime, lavorano per nascondersi, comprano sentimenti e dignità, non amano, creano piattume e disservizio. I personaggi sono brutti somaticamente ed interiormente, sprigionano qualunquismo a pieni pori, sprofondano nell’anonimato ma, grazie al loro narcisismo, sono convinti di essere originali, contemporanei e, nei casi più sfacciati, avanguardisti. Parlano un dialetto misto, sono molto colorati, si muovono nervosi e, attraverso la recitazione, assumono forme mitiche e caricaturali, quasi fumettistiche.

di Flavia Mastrella, Antonio Rezza
con Antonio Rezza
quadri di scena Flavia Mastrella
(mai) scritto da Antonio Rezza
assistente alla creazione Massimo Camilli
tecnica Daria Grispino
organizzazione generale Stefania Saltarelli
macchinista Andrea Zanarini
sartoria Nennella
produzione REZZAMASTRELLA | TSI La Fabbrica dell’Attore Teatro Vascello
ufficio stampa Chiara Crupi
comunicazione web Silvia Vecchini

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Mercoledì 6 marzo ore 21

COSA TI CUCINO AMORE?

Il solito scherzo del destino riunisce a casa di Silvia, la sera del suo compleanno, la svagata vicina Eleonora e Doga, una interprete turca di passaggio, unica ospite del suo improvvisato Bed & Breakfast. Il marito di Silvia, Tito, è il grande assente, di cui si parla continuamente. Solo alla fine le due invitate, che hanno fatto di tutto per divertire la “povera” Silvia, capiranno dov’è sparito Tito e nello stesso istante perché sono state coinvolte nei preparativi di una festa senza invitati.
Una sarabanda di equivoci, fraintendimenti, colpi di scena. Uno humour sarcastico e surreale, che gioca con il linguaggio, i luoghi comuni, le convenzioni, le apparenze, svelando la doppia e tripla natura dei personaggi, allo stesso tempo profondi e superficiali, crudeli e innocenti, scaltri e ingenui.
L’amore, la morte, la pasta per le tagliatelle, la danza del ventre, tutto ha lo stesso peso, entra a far parte del gioco, nell’unità di uno spazio scenico, che ha la dimensione molto femminile di una semplicissima cucina, dove può succedere e succede di tutto.
Gli ingredienti della commedia e della vita delle tre donne si mescolano, si impastano, si mangiano e si buttano, come quelli per preparare i cibi della festa sul grande tavolo che domina la scena. Nell’arco di poco più di un’ora, assolutamente in tempo reale, le tre donne, che fino ad allora nemmeno si conoscevano, si scontrano e si confrontano, si alleano e si detestano, ridono e si commuovono, inventano storie, leggende, bugie e grandi verità, trasformandosi completamente e alla fine trovando anche un modo per stare insieme affrontando allegramente una nuova vita.

testo e regia di Linda Brunetta
con Caterina Casini, Maddalena Emanuela Rizzi, Carlina Torta
scenografia Tiziano Fario
coproduzione Laboratori Permanenti/ Seven Cults

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Mercoledì 13 marzo ore 21

L’ORESTE

L’Oreste è internato nel manicomio dell’Osservanza a Imola. È stato abbandonato quando era bambino, e da un orfanotrofio a un riformatorio, da un lavoretto a un oltraggio a un pubblico ufficiale, è finito lì dentro perché, semplicemente, in Italia, un tempo andava così. Dopo trent’anni non è ancora uscito: si è specializzato a trovarsi sempre nel posto sbagliato nel momento peggiore. Non ha avuto fortuna l’Oreste, e nel suo passato ci sono avvenimenti terribili che ha rimosso ma dai quali non riesce a liberarsi: la morte della sorella preferita, la partenza del padre per la guerra, il suo ritorno dalla campagna di Russia tre anni dopo la fine di tutto e poi la sua nuova partenza, di nuovo per la Russia, per una fantastica carriera come cosmonauta, e – come se tutto questo non bastasse – la morte violenta della madre, una madre che lo ha rifiutato quando era ancora ragazzino con i primi problemi psichici. Eppure, l’Oreste è sempre allegro, canta, disegna, non dorme mai, scrive alla sua fidanzata (che ha conosciuto a un “festival per matti” nel manicomio di Maggiano a Lucca), parla sempre. Parla con i dottori, con gli infermieri, con la sorella che di tanto in tanto viene a trovarlo, ma soprattutto parla con l’Ermes, il suo compagno di stanza, uno schizofrenico convinto di essere un ufficiale aeronautico di un esercito straniero tenuto prigioniero in Italia. Peccato che l’Ermes non esista. L’Oreste è una riflessione sull’abbandono e sull’amore negato. Su come la vita spesso non faccia sconti e sia impietosa. E su come, a volte, sia più difficile andare da Imola a Lucca che da Imola sulla Luna. Uno spettacolo originalissimo, di struggente poesia e forza, in cui fluiscono momenti drammatici e altri teneramente comici. Con un’animazione grafica di straordinaria potenza, visiva e drammaturgica, Claudio Casadio dà vita e voce a un personaggio indimenticabile, affrontando con grande sensibilità attoriale il tema importante e delicato della malattia mentale.

di Francesco Niccolini
regia di Giuseppe Marini
con Claudio Casadio
scenografie e animazioni Imaginarium Creative Studio
costumi Helga Williams
musiche originali Paolo Coletta
light design Michele Lavanga
fonica Francesco Cavessi
direttore di scena Matteo Hintermann
collaborazione alla drammaturgia Claudio Casadio
voci di Cecilia D’Amico (sorella), Andrea Paolotti (Ermes), Giuseppe Marini (dottore) e Andrea Monno (infermiere)
Società per Attori e Accademia Perduta/Romagna Teatri
in collaborazione con Lucca Comics & Games  

L'ORESTE

Sabato 23 marzo ore 21

PIAF, HYMNE À L’AMOUR

Una voce inconfondibile quella di Édith Piaf, capace di infinite sfumature, da toni aggressivi a inflessioni dolci, venate di tenerezza. Una voce che racconta inquietudine e ribellione e che richiama alla memoria il fascino di una mitica Parigi degli anni ’40 e ’50, nella quale era indiscussa diva.
Una voce che evoca anche memorie dolenti di un’esistenza fragile, piegata da una vita intensa e infelice che permea ogni accordo delle sue musiche, arrivando dritta al cuore dell’ascoltatore.
I testi delle sue canzoni rivelano invece una donna capace di essere forte e coraggiosa che dichiara di voler affrontare la vita non lasciandosi travolgere dai rimpianti e dalle scelte sbagliate (Non, je ne regrette rien).
Questo racconto danzato è ispirato proprio dalle canzoni che hanno reso Édith Piaf un personaggio immortale, capace ancora oggi di provocare sincere emozioni. “Piaf aveva un modo drammatico e molto graffiante di cantare l’amore. Ed è l’amore al centro di questo mio nuovo spettacolo, che si potrebbe chiamare anche Piaf in love”, commenta il coreografo. “Per lo spettatore sarà un viaggio emozionale e poetico dentro la musica e le canzoni di questa straordinaria artista, ambientato nel periodo storico in cui ha vissuto”.
Fa da sfondo la Parigi degli anni ‘40 e ‘50 del Novecento, una Parigi di lustrini e paillettes, con storie che si svolgono sulla rive gauche e parlano di incontri clandestini, di grandi passioni e di dolorosi distacchi, l’amicizia di Piaf con Marlene Dietrich, la forza di reagire alle avversità guardando sempre avanti. Una riflessione danzata sull’amore e sull’abbandono.

coreografia di Alberto Canestro
voce narrante di Lucilla Fossi
costumi di Alberto Canestro e Barbara Loli
compagnia Lyric Dance

foto 1 Alessandro Botticelli

Mercoledì 27 marzo ore 21

IL SOSPETTO

Ci vuole veramente poco per far nascere IL SOSPETTO:
Una foto che ritrae un chirurgo delle SS mentre opera un paziente senza anestesia e un poliziotto recluso tra le pareti sterili di un ospedale.
Il sospetto è un lavoro che parla della sensazione più intima dell’essere umano: la paura che il nostro passaggio sulla terra sia totalmente casuale. Non c’è niente che possa far male ad una persona quanto un sospetto, viene ripetuto al nostro Commissario Barlach, ed è vero. Quant’è vero, d’altronde, che un sospetto nasconde una scintilla, un guizzo. La convinzione che non tutto è perduto, che si può ancora fare qualcosa, che si può ancora combattere senza arrendersi alla pensione o a quel cancro vorace ed inesorabile.
E la maggior parte delle persone vive così, in parte dandosi da fare e in parte lasciandosi trascinare dalla corrente, spinti dalla certezza dell’esistenza di un significato. Ma qualora fossimo messi di fronte all’evidenza di non essere speciali? Che la nostra esistenza altro non è che un attimo, un caso, una delle incommensurabili possibilità? Saremmo sicuri di poter ancora usare parole come tolleranza, umanità, giustizia, amore del prossimo?
Il sospetto è un duello, o meglio una caccia bidirezionale e filosofica, dove le parti in causa sono inconsapevolmente più simili di quanto immaginano.

“…come se esistesse davvero un desiderio diverso da quello di essere quell’unico privilegiato che possiede il biglietto vincente.”

liberamente ispirato dall’omonima opera di F. Durrenmatt
con Marco Paoli, Massimiliano Boretti, Marta Marino, Matteo Cecchini
regia Matteo Cecchini
una COproduzione DIOSPERO & LIVE ART

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Venerdì 5 aprile ore 21                                                           

TOPI

Spettacolo vincitore premio IN BOX 2023

Vent’anni fa, una città sul mare, odore di basilico e lacrimogeni, in sottofondo Manu Chao e le esplosioni. Il signor Canepa abita in centro storico, ma in quei giorni di luglio ha altre cose per la testa e se non fosse per i suoni e le grida che entrano dalle finestre non si accorgerebbe nemmeno di quello che accade di
fuori. Topi, piccoli e invisibili come fantasmi hanno invaso il palazzo ed ora se ne stanno li a sgranocchiare mele e carote. Bisogna liberarsene e in
fretta, prima che arrivino gli ospiti… Per chi c’era e per chi non c’era, dentro e fuori il teatro, nella piazza della nostra memoria, TOPI intreccia ricostruzione storica e
invenzione scenica per raccontare, a vent’anni di distanza, il G8 di Genova: una delle ferite più gravi della recente storia italiana.
Attraverso il gioco delle metafore, ricostruzioni sonore, testimonianze reali e personaggi inventati, TOPI offre una molteplicità di prospettive diverse per cercare di dare un senso, non solo a ciò che accadde in quei giorni di luglio, ma anche a ciò che continua ad accadere.

regia e drammaturgia Usine Baug
con Claudia Russo, Ermanno Pingitore, Stefano Rocco
luci e Tecnica Emanuele Cavalcanti
consulenza scenografica Arcangela Varlotta
Usine Baug | Co-produzione di Campo Teatrale
Con il patrocinio di Amnesty International

TOPI

Venerdì 12 aprile ore 21

ISABEL – TRATTO DA UNA STORIA VERA

Isabel è una giovane ragazza come tante che vive in una città del Sud America del 2000.
Dopo la scomparsa di Raul, che credeva essere suo padre, Isabel, armata di un paio di stivali e di una camicia a quadri, inizia un viaggio alla ricerca della sua vera identità e dei suoi veri genitori, un viaggio crudo che la porterà a scoprire le ombre della sua famiglia e il passato del suo Paese.
Il viaggio la porta indietro nel tempo, negli anni ’70, a vestire i panni di sua madre in un mondo fatto di violenza e corruzione, dove le cose semplici sembrano impossibili, dove è impossibile fidarsi anche dei propri famigliari, dove camminare per le strade, le stesse da lei percorse quotidianamente trent’anni dopo, potrebbe rivelarsi pericoloso. È proprio durante questo viaggio che “la verità” di Isabel, inizia a cadere giù, verso il suolo, come da un aereo, come sua madre ventisette anni prima, narcotizzata e spinta giù perché “dissidente”. “La verità” di Isabel attraversa il tempo, attraversa i suoi ricordi di Raul e la costringe ad un confronto con quella figura per lei ancora ingombrante, fino a che “la verità” si schianta al suolo con un rumore assordante, cadendo nella piazza, dove vent’otto anni prima, sua madre rivelava al suo vero padre di essere incinta, pochi minuti prima di essere arrestata e separata dall’uomo che amava.
Ed è proprio qui che “la verità” di Isabel si ferma e le permette di poter finalmente incontrare, per la prima volta, i suoi genitori. 
Isabel è una donna, molte donne, è figlia, sorella e madre. Isabel è la forza dell’essere umano, il sorriso sulle labbra di una ragazzina felice per un raggio di sole. Isabel è la costante ricerca della normalità e della quotidianità perduta, è la speranza che fatica a soccombere, Isabel è la forza di adattarsi ai cambiamenti.
Isabel è una donna semplice e come lei ce ne sono tante. Questa storia è come tante altre storie, solo che questa è la storia di Isabel e per questo è speciale e unica.

di Aleksandros Memetaj e Yoris Petrillo
con Caroline Loiseau
musica dal vivo Marco Memetaj
produzione Anonima Teatri / Twain Centro Produzione Danza
in residenza presso Teatro Il Rivellino, Spazio Fani, Supercinema – Tuscania, Teatro “La Bottega” – Carloforte
con il sostegno di Tersicorea / progetto RIZOMI – Residenza “Artisti nei Territori” Carloforte/Isola di San Pietro/Teatro “La Bottega” con il contributo di MiC – Ministero della Cultura e Regione Autonoma della Sardegna
con il contributo di MiC – Ministero della Cultura, Regione Lazio, Fondazione Carivit, Comune di Tuscania

ISABEL

Venerdì 19 aprile ore 21

DORA AND THE JAZZ

In Dora and the Jazz, musica e teatro si corteggiano, si stuzzicano, si tormentano e di certo si amano. E’uno dei tanti concerti degli Hot Jazz FM che presentano un repertorio del miglior jazz tradizionale, swing e dixieland; brani accuratamente studiati e riproposti in una versione fedele alle esecuzioni originali. La fidanzata è lì, con loro, per sostenerli, ma finisce sul palco conquistandolo e coinvolgendo gli ignavi concertisti in una relazione sempre più complicata. Saranno costretti a suonare dalle canzonette italiane a ballate di Kurt Weill, fino a stravolgere completamente la situazione.

con Sarah Georg, Gabriele Stoppa, Carlo Coppadoro, Jacopo Rugiadi, Valerio Mazzoni
regia di Joerg Fischer
DrumRum Teatro & Hot Jazz FM
con il sostegno di Catalyst | progetto Residenze Art 43

DORA AND THE JAZZ 4

Giovedì 9 maggio ore 21

APOCALISSE TASCABILE

Spettacolo Vincitore In-Box 2021

Senza alcun preavviso, Dio compare in un supermercato in periferia di Roma e vi annuncia la fine del mondo. Per sua colpa e sfortuna, ad ascoltarlo c’è ben poca gente. A prenderlo sul serio c’è solo un giovanotto amorfo e sfibrato, da allora fatalmente destinato ad essere il profeta della fine dei tempi. Accompagnato da uno svogliato angelo dell’Apocalisse, il giovane apostolo si fa strada nell’abisso peccaminoso della città romana, per annunciare ai suoi abitanti la loro imminente fine. Il progetto apocalittico voluto da Dio sembra però fallire. La triste notizia annunciata però non sembra affatto scuotere chi già si dedica, con mortuaria solerzia, alla propria quotidiana estinzione. La fine del mondo è allora per loro quasi un’occasione di vendetta, una rivincita presa sull’indifferenza subita, il cambiamento è incarnato dall’annuncio profetico di questi due smaliziati apostoli under 30 che portano sulla scena con autoironia la rabbia di una generazione esclusa, così giovane e già così defunta. Apocalisse Tascabile è uno spettacolo a doppiofondo: la fine del mondo è anche l’occasione per risvegliare quella “debole forza messianica” che secondo Benjamin si deposita in ogni generazione, in attesa d’essere portata alla luce per scardinare il mondo. Apocalisse Tascabile è un atto unico eroicomico che con stravaganza teologica ricompone l’infelice mosaico di una città decadente e putrefatta, specchio di una defunta condizione umana. Lo spettacolo tratta della fine del mondo vista da svariate prospettive, tra le quali preponderante è quella di due giovani “scartati”, liquidati e messi all’angolo perché inutili.

Ideazione e scrittura Niccolò Fettarappa
di e con Niccolò Fettarappa, Lorenzo Guerrieri
produzione Sardegna Teatro
distribuzione AGIDI

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TEATRO RAGAZZI

Schermata 2023-10-13 alle 15.41.23
Lo spettacolo è un gioco comico a tre.

con 
Julia Borretti, 
Agnese Chiara d’Apuzzom, 
Zahira Silvestri

regia Titta Ceccano

Produzione Matuta Teatro/Opera Prima

Sabato 11 novembre ore 16,30

UNA SCARPETTA PER TRE

Dai 4 anni
Ispirato alla fiaba di Cenerentola, lo spettacolo è un gioco comico a tre. Una fiaba in forma di farsa. Un’occasione per le tre attrici di misurarsi con una storia universalmente nota che diviene materiale d’improvvisazione e canovaccio. Le attrici impegnate tutte in un doppio ruolo tessono una drammaturgia d’attore che svela in filigrana il suo debito con la Commedia dell’Arte. Una pochade che sa di mediterraneo, dal perlage fine e resistente. Un trascorrere del tempo morbido, incorniciato da una struttura complessa, in una contaminazione di costumi al gusto marshmallow. Il tocco surreale e pop delle attrici srotola il lato oscuro dell’ironia tra verità e finzione: la realtà non è data una volta per tutte, tutto può cambiare, tutto può accadere, basta lasciarsi contaminare dall’incanto.
Una commedia adatta ad un pubblico di famiglie che si diverte seguendo i diversi livelli del noto racconto, che prende strade originali senza rinunciare alla morale classica. Nella casa di Cenerentola imperversano la matrigna e le sorellastre che vessano di continuo la povera ragazza fino all’arrivo in scena di una fata smemorata…

con Julia Borretti, Agnese Chiara D’Apuzzo, Zahira Silvestri
regia di Titta Ceccano
una produzione Matutateatro | Opera Prima Teatro

PINOCCHIO 2

Domenica 26 novembre ore 16,30

PINOCCHIO

Dai 4 anni
Spettacolo di teatro di figura in cui immagini, musica e animazione si fondono creando un’atmosfera giocosa e piena di colore qual è il grande circo di Pinocchio…
La scenografia e i pupazzi sono ispirati alle immagini di Alain Letort, artista francese che ha reso omaggio al famoso burattino di legno creando 12 tavole a china, colorate in seguito da Gianni Plazzi. La trama rispecchia i personaggi dei disegni, quali ad esempio Geppetto, il Gatto e la Volpe, la Fatina, Mangiafuoco, creando “quadri e scene” indipendenti, come in un collage che voglia ripercorrere visivamente la famosa storia di Collodi. L’intero spettacolo si svolge nella parte centrale della scena, dove lo spazio teatrale ospita di volta in volta gli scarni elementi scenici, quali ad esempio la PORTA, il TEATRO dei BURATTINI, l’ALBERO, il CIRCO.
Nello stesso spazio si muovono anche gli attori, accompagnatori fissi dei pupazzi, in una “animazione a vista” che è ormai parte integrante dell’espressione e della ricerca condotta negli ultimi anni dalla compagnia. I quattro attori diventano così fondamento dell’azione scenica, come se in carne ed ossa fossero entrati, loro stessi, nel circo colorato della favola di PINOCCHIO. La colonna sonora originale è stata eseguita e composta dal gruppo Morrigan’s Wake e da Claudio Capucci.

dalle tavole originali di Alain Letort.
colorate da Gianni Plazzi
pupazzi di Mauro Monticelli
musiche originali di Claudio Capucci e Morrigan’s Wake
con Roberta Colombo, Andrea Monticelli, Mariasole Brusa, Gianluca Palma
regia Andrea Monticelli
produzione Teatro del Drago

HAMELIN 2

Venerdì 8 ore 18 e ore 21,
sabato 9 dicembre ore 16 e ore 18

HAMELIN    

spettacolo vincitore premio Eolo 2023

Dai 5 anni
La storia del pifferaio di Hamelin è ancora avvolta nel mistero. Hamelin è il nome di una cittadina al nord della Germania dove leggenda e realtà si son fuse centinaia di anni fa, dove diverse ipotesi non hanno mai risolto il mistero della sparizione di 130 bambini, come riportato nella targa affissa sulla cosiddetta casa dell’accalappia topi. Un fatto di cronaca traslato via via in fiaba, nella tradizione orale prima e nella raccolta “Saghe germaniche” dei Fratelli Grimm poi.
Ad Hamelin vige ancora il divieto assoluto di suonare musica nella via Senzatamburi, dove anche i cortei in festa che vi arrivano cessano immediatamente ogni suono. Ma cosa è successo ai bambini di Hamelin? Dove finisce la realtà e dove inizia la finzione?
Lo spettacolo proverà a raccontare e ripercorrere l’origine di questo mistero giocando su diversi piani: quello temporale diviso tra l’oggi e quello della storia e, infine, il piano della percezione perché adulti e bambini potranno seguirlo attraverso un punto di vista diverso utilizzando un apposito dispositivo che porta i corpi di chi guarda a entrare nella scena in maniera interattiva.

drammaturgia e regia Tonio De Nitto
dramaturg Riccardo Spagnulo
con Fabio Tinella
musiche originali Paolo Coletta
voiceover Sara Bevilacqua
sound designer Graziano Giannuzzi
scena Iole Cilento
burattini Michela Marazzi
luci Davide Arsenio
costumi Lapi Lou
assistente scenografa Cristina Zanoboni
costruzione scenica Luigi Di Giorno
produzione Factory compagnia transadriatica – Fondazione Sipario Toscana
con il sostegno di Segni new generations festival

IL CIRCO DELLE BOLLE DI SAPONE IN SU

Venerdì 5 gennaio ore 21
Sabato 6, domenica 7 gennaio ore 17

IL CIRCO DELLE BOLLE DI SAPONE IN SU

Tout publique
Dopo lo straordinario successo della scorsa stagione, ritorna lo spettacolo-evento di danza e circo, energetico, vivace, frenetico e colorato, dove la magia delle bolle di sapone e il loro sospeso incanto viene spinto dai tre intrattenibili protagonisti della scena che senza sosta producono migliaia di bolle usando oggetti disparati o facendole nascere dalle sole mani, in un vortice di corografie, giochi e dinamiche che coinvolgono il pubblico, rendendolo vitale e reattivo pronto a partecipare, a muoversi e cantare.

biglietto intero: €19
ridotto bambini: €15

Di Michelangelo Ricci
con Simona Baldeschi, Maria Grazia Fiore, Maurizio Muzzi
animazione di sala Giusi Salvia, Giuseppe Scavone, Soledad Flemma
foto Libicocco, Simona Simoncini, Elena Cappanera
Compagnia Ribolle

IL LUPO E LA CAPRA

Domenica 21 gennaio ore 16,30

IL LUPO E LA CAPRA (in una notte di temporale)

Dai 5 anni
Tratto dal bellissimo racconto di Yuiki Kimura, lo spettacolo rappresenta la storia di un’amicizia nata in maniera spontanea pur se generata da un equivoco. 
Durante un temporale due personaggi diversissimi tra loro (come un lupo e una capra) si troveranno a condividere storie al buio di una capanna, pensando, sia l’uno che l’altro, di appartenere alla stessa specie. Alla fine i due diventeranno amici e si daranno appuntamento il giorno dopo per potersi conoscere alla luce del sole. Pur non potendo immaginare che cosa accadrà, la lezione data fino a quel momento farà riflettere il giovane pubblico sull’importanza dell’uguaglianza e dell’amicizia oltre i pregiudizi e i preconcetti.

progetto e regia di Mario Mascitelli
con Mario Aroldi e Mario Mascitelli
assistente alla regia Silvia Santospirito
Teatro del Cerchio

MIGNOLINA RAP

Domenica 11 febbraio ore 16,30

MIGNOLINA RAP  

Dai 3 anni
Mignolina Rap è uno spettacolo fatto di canzoni, musica e tanti meravigliosi pupazzi in gommapiuma che animano questa divertente versione della Mignolina di H. C. Andersen. Uno spettacolo suggestivo e affascinante che ha una forte implicazione ambientale: Mignolina nasce da un tulipano e attraversa un mondo fatto di piccole o grandi avventure, fatto soprattutto di animali, quali rospi, farfalle, maggiolini, topolini, talpe e pesci rossi, che aiuteranno la protagonista a superare le difficoltà del suo cammino. Lo spettacolo, infatti, affronta anche la problematica dei rifiuti, della grave situazione di degrado della natura che oggi ci circonda: tutte difficoltà che la protagonista riuscirà a superare attraverso il rapporto tenerissimo con una rondine che, grazie all’amore di Mignolina, si risveglierà da una morte apparente. Insieme troveranno la forza di superare le insidie della vita.

tratto da H. C. Andersen
con Serena Cercignano e Marta Paganelli
scenografie e pupazzi Federico Biancalani
adattamento teatrale e regia di Enrico Falaschi
produzione Teatrino dei Fondi

U.MANI 2

Sabato 24 febbraio ore 21

U.MANI

Tout publique
Clara è una bambina come le altre: prima di andare a scuola, sottrae dalla credenza un paio di caramelle al limone (ovviamente di nascosto); mentre la maestra spiega, disegna animaletti sul libro di scienze (sempre con qualche zampa di troppo); quando gioca in giardino, la sua fantasia si invola in avventure pindariche che la conducono in luoghi lontani e sconosciuti (e che spesso richiedono più coraggio di quanto sia provvista, procurandole gli incubi). Come tutti i bambini, anche Clara fatica a comprendere il mondo che la circonda. L’universo dei suoi genitori, della nonna, dei maestri a scuola e di tutti gli adulti sia simpatici che antipatici (il dentista rientra indubbiamente tra questi ultimi) le appare imperscrutabile e allo stesso tempo incapace di capirla. Insomma, un mondo a misura di adulti che hanno dimenticato cosa voglia dire essere bambini. Un giorno, mentre guarda il suo programma preferito, la televisione emette improvvisamente un fischio ascendente, come quello dei fuochi d’artificio a Ferragosto; segue un breve crepitio, simile al rumore delle stelline che il papà le lascia tenere a Capodanno, rigorosamente sul balcone. Lo schermo è attraversato da un lampo di luce, trasmette un rumore grigio, tutti i colori dell’arcobaleno, per poi spegnersi. E senza rimedio. Arrabbiata e sconsolata, Clara è costretta a osservare il mondo intorno a lei. Per la prima volta dopo tanto tempo, si mette a studiare il panorama dalla finestra della sua cameretta, quando un gabbiano parlante, senza alcun preavviso, chiederà l’amicizia e il prezioso aiuto di una piccola aiutante. Ed è così che la vera avventura, quella che aveva sempre sognato, avrà inizio. Con una missione di vitale importanza: salvare la Luna e restituirle il sorriso. Un viaggio vertiginoso che la porterà negli oceani più profondi, nei deserti più aridi e nelle caverne più buie, fino a scoprire che con la semplice forza della sua immaginazione può cambiare tutto e concepire un mondo nuovo.

U.MANI è uno spettacolo che mescola teatro, cinema e micro-manipolazione, dando vita a una grammatica scenica ibrida che mostra simultaneamente la magia e il trucco che vi soggiace. Una serie di mini-set compongono la scena abitata da Clara, la protagonista, le cui avventure sono riprese dal vivo e montate in tempo reale davanti agli occhi degli spettatori. Un viaggio epico che, dal terrazzo di casa, condurrà Clara attraverso città, deserti e oceani.

regia Roberto Andolfi
attori/mani-polatori Annarita Colucci Dario Carbone Valeria D’Angelo Anton de Guglielmo
fotografia e operatore live Michele Galella
scene Annarita Colucci

BODO AVVENTURA DI UN DRAGO SCACCIAPAURA

Domenica 3 marzo ore

BODO, AVVENTURA DI UN DRAGO SCACCIAPAURA

Dai 4 anni
In una terra lontana, dentro una foresta sconosciuta, vive Bodo, un drago, l’ultimo della sua specie. Bodo non è un drago qualsiasi, in vita sua non ha mai urlato con rabbia o soffiato fuoco: lui ama guardare le farfalle in volo, danzare e giocare con i pesci. Un giorno incontra un coniglio che non riesce a dormire per colpa della “Paura”. Quando cerca di chiudere gli occhi, tutto solo nel suo lettino ecco che la “Paura” arriva! Ma chi/cosa sarà questa paura? Tutti almeno una volta l’abbiamo conosciuta.. persino Bodo, il Drago, che per aiutare il piccolo coniglio impara a fare il drago feroce… ma niente riesce a scalfire il suo animo gentile e nonostante tutto rimane un drago buono.

Liberamente ispirato a “Dormi tranquillo piccolo coniglio” di Stefan Gemmel, con illustrazioni di Marie-José
Sacré, pubblicato da Bohem Press Italia

con Anna Valerio e Luca Maronese
regia Roberto Pagura
musiche originali Michele Pucci
pupazzi Roberto Pagura
adattamento testo Annalisa Chivilò

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domenica 24 marzo ore 16,30

LA FABBRICA DELLE PAROLE

Tout publique
Nella città della Fabbrica delle parole, le parole vengono acquistate e sono care, simbolo di ricchezza e di lusso. Tutta la storia si svolge all’interno della Fabbrica, piccolo microcosmo specchio di una società moderna e industrializzata, in cui un direttore tiranno si contrappone ad un popolo di operai robotizzati. Solo uno di loro resta davvero umano e con la sua energia riuscirà a scardinare il sistema produttivo e di sopraffazione in un finale folle e forse irrealizzabile.

testo e regia di  Irene Paoletti
con Irene Paoletti, Elisa Bartoli, Laura Scudella, Valeria Petri, Paolo Danesi, Stefano Stefani

IL GRUFFALO' 2

Sabato 13 aprile ore 21

IL GRUFFALO’

Dai 3 anni
Cosa fanno quattro giovani amici in un bosco? Vanno a ripulirlo, direte voi, visto che si vedono all’inizio dello spettacolo proprio mentre lo stanno facendo. Ma a noi viene il dubbio che ci vadano per passare qualche giorno e, soprattutto, qualche notte, accampati in una tenda, ad aspettare il momento più bello della giornata, cioè quando, attorno a un fuoco, si racconteranno storie di paura. E cosa c’è di meglio di un bosco di notte per una bella storia di paura? Racconteranno la storia di un topolino che, affamato, decide di attraversare il bosco frondoso e pieno di insidie per trovare la ghianda che tanto gli piace e che incontra. Strada facendo, incontra tre brutti ceffi che lo vogliono mangiare: una volpe, una civetta e una biscia. Ma il furbo topolino è scaltro di pensiero e sa bene come cavarsela, con l’aiuto della sua grande Fantasia trova una soluzione che nessuno si può immaginare, nemmeno lui, forse: un mostro terribile dal nome assai noto ai bambini: IL GRUFFALÒ.
Lasceremo intatte le deliziose rime della scrittrice inglese e gli attori indosseranno dei fantastici costumi che si rifanno alle meravigliose illustrazioni del disegnatore tedesco. I bambini riconosceranno così facilmente quel testo, gustandosi anche divertenti e originalissime canzoni scritte appositamente per lo spettacolo. Le situazioni comiche e mimiche, nonché balli e danze, vanno ad arricchire la favola originale. Forse qualcuno del pubblico uscirà dallo spettacolo chiedendosi se esista veramente quello spaventosissimo. Certo che esiste quel mostro: nella nostra storia, ma è un mostro per ridere e giusto per dire ai bambini: usate la fantasia, l’intelligenza e anche un bosco selvaggio e frondoso potrà diventare un luogo in cui è divertente vivere, almeno per qualche tempo, almeno per il tempo dell’infanzia.

regia e adattamento teatrale Manuel Renga
adattamento drammaturgico Pino Costalunga
assistente alla regia Chiara Serangeli
musiche originali di Patrizio Maria D’Artista
coreografie Elisa Cipriani e Luca Condello
assistente musicale Leonardo Schiavo
vocal Coach Eleonora Beddini
pupazzi Mariangela Gabrieli (Mondo alla Rovescia)
costruzioni Guglielmo Avesani
fotografie di Aurelio Dessi e Francesca Marra