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Rassegne

ODISSEA di città, uomini e menti - Estate Fiorentina 2026

Nell’ambito del Festival “Estate Fiorentina 2026”, Catalyst propone il progetto “Odissea – di città, uomini e menti”:

una rassegna multidisciplinare (teatro, danza, musica) che, nella seconda metà di settembre, trasforma Biblioteche Comunali e spazi urbani in stazioni di un viaggio narrativo, attraverso reading performativi e drammaturgie site-specific. Il pubblico attraverserà i quartieri di Firenze come un Ulisse contemporaneo costruendo un proprio itinerario culturale attraverso esperienze artistiche ispirate alla perdita, alla guerra, all’amore, all’identità e all’erranza.

L’opera è adattata per la scena da Riccardo Rombi realizzando sette differenti mise en espace, affidate agli attori e performer della compagnia.

Il progetto è stato cofinanziato da “Estate Fiorentina 2026” – Iniziativa proposta nel Piano Operativo della città di Firenze.

Iniziative a ingresso gratuito, per info e prenotazioni (prenotazione consigliata): 055 841237 / info@catalyst.it

Di seguito tutti i dettagli sulla programmazione! 

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Odissea: gli eventi dell'Estate Fiorentina

ILIO | La partenza. Del sangue versato

ILIO | La partenza. Del sangue versato

MERCOLEDI’ 16 SETTEMBRE ORE 21
Biblioteca Thouar

Tappa 1 

regia Riccardo Rombi

con Riccardo Rombi, Filippo Brozzi, Francesco Dendi e gli allievi del Centro Ricerca e Formazione

Il tema richiama la memoria della guerra non solo come evento storico, ma come condizione umana, come traccia indelebile che attraversa i secoli e le coscienze. La guerra non si esaurisce sul campo di battaglia: continua nelle parole, nelle immagini, nei silenzi, nelle generazioni che ne portano l’eco. Ogni conflitto lascia una scia fisica e interiore, che interroga il presente e la responsabilità collettiva. “Del sangue versato” diventa così una riflessione sulle forme della violenza e della memoria, sulle fratture del mondo contemporaneo e sulla possibilità della ricomposizione. In una dimensione performativa e multidisciplinare — tra parola, corpo, suono e immagine — il progetto mira a trasformare il linguaggio della guerra in linguaggio poetico: dal clangore delle armi al respiro umano, dalla cronaca al mito, dalla violenza alla possibilità di rinascita.

 Ingresso gratuito

prenotazione consigliata

IL MARE | Il disorientamento

IL MARE | Il disorientamento

GIOVEDI’ 17  SETTEMBRE ORE 21
Chiostro di Villa Vogel

Tappa 2

regia Riccardo Rombi

con Riccardo Rombi

danza Valentina Sechi

musiche dal vivo Gabriele Savarese

Tema: L’arrivo è un incontro. La conoscenza una perdita Il mare è lo spazio dell’attesa e della soglia, luogo di transito e di smarrimento. Ogni approdo è un incontro: con l’altro, con il diverso, con ciò che si rivela dopo il viaggio. Ma ogni incontro porta con sé una perdita — di certezze, di confini, di identità. Come Ulisse, chi naviga lascia dietro di sé una parte del proprio mondo per accedere a una conoscenza che non consola ma trasforma. Nel mare tutto si confonde: il sopra e il sotto, l’orizzonte e il ricordo.

 Ingresso gratuito

prenotazione consigliata

POLIFEMO | Consumando l'ingannevole visione dell'altro

POLIFEMO | Consumando l'ingannevole visione dell'altro

VENERDI’ 18 SETTEMBRE ORE 21
Biblioteca Filippo Buonarroti 

Tappa 3

regia  Riccardo Rombi

con Vincenzo De Caro

e gli allievi del Centro Ricerca e Formazione

danza Valentina Sechi

musiche dal vivo Gabriele Savarese

Nella grotta di Polifemo non si consuma solo un atto di violenza, ma la rottura del patto sacro dell’ospitalità. L’incontro fra Ulisse e il Ciclope diventa il simbolo di ogni confronto fra mondi che non sanno più riconoscersi. L’altro, che dovrebbe essere accolto, diventa minaccia. L’ospite, che dovrebbe entrare in relazione, cerca invece la sopravvivenza attraverso l’inganno. La xenía si dissolve nella paura. Polifemo incarna l’oscuro specchio dell’uomo che teme ciò che non conosce. La sua cecità finale non è solo fisica: è la cecità di chi non vuole vedere l’altro come simile. In questa tappa, la scena (o lo spazio) si trasforma in una grotta interiore, in cui il pubblico è chiamato a interrogarsi su chi sia davvero il “mostro”: quello che divora lo straniero, o quello che nega la propria umanità per sopravvivere. L’episodio riemerge nel presente come metafora delle paure collettive, dei confini che si alzano, della difficoltà di abitare insieme.

Ingresso gratuito

prenotazione consigliata

CIRCE | Le affilate metamorfosi dell'amore

CIRCE | Le affilate metamorfosi dell'amore

DOMENICA 20 SETTEMBRE ORE 21.00
MAD Murate Art District 

Tappa 4

regia Riccardo Rombi

con Giorgia Calandrini, Guido Targetti, Benedetta Manfriani e gli allievi del Centro Ricerca e Formazione

musica dal vivo Gabriele Savarese

Circe non è soltanto la maga che muta gli uomini in bestie, ma la figura della conoscenza carnale e della paura che essa suscita. Nel suo potere di trasformare si riflette la fragilità del possesso: chi ama cerca di trattenere ciò che per sua natura cambia. Ulisse resiste al suo incanto, ma resta segnato da quell’incontro che gli mostra come ogni amore autentico comporti una perdita, una metamorfosi inevitabile. La tappa di Circe esplora le molte forme del desiderio – dolce, crudele, disarmante – in bilico tra incantamento e consapevolezza, tra abbandono e libertà. È un canto sulle metamorfosi dell’amore, affilate come specchi in cui si riflette la nostra stessa vulnerabilità.

Ingresso gratuito

Prenotazione consigliata

LE SIRENE | La seduzione è una trappola

LE SIRENE | La seduzione è una trappola

MARTEDì 22 SETTEMBRE ore 18.30
Parco dell’Argingrosso

Tappa 5

regia  Riccardo Rombi

voce Marina Mulopulos

musica dal vivo Gabriele Savarese

con Dafne Tinti e gli allievi del Centro Ricerca e Formazione

La seduzione è una trappola Il canto delle Sirene promette conoscenza, verità, felicità:ma ciò che offre è soltanto la vertigine del desiderio. Ulisse, legato all’albero della nave, rapresenta l’essere umano moderno che vuole sentire senza cedere, che cerca di attraversare l’incanto restando salvo. Tra attrazione e pericolo, tra fascinazione e perdita, la seduzione appare come una trappola gentile: il momento in cui la volontà vacilla e il confine tra conoscenza e annientamento si dissolve. Ascoltare significa esporsi, rischiare di non tornare. Eppure, senza quel rischio, nessuna esperienza può davvero trasformarci. La tappa delle Sirene diventa così un viaggio sensoriale sulla potenza ambigua del desiderio, sul confine fragile tra arte e inganno, ascolto e smarrimento.

Ingresso gratuito

prenotazione consigliata

CALIPSO | L'eternità di un bacio

CALIPSO | L'eternità di un bacio

VENERDì 25 SETTEMBRE ORE 21
Biblioteca Filippo Buonarroti 

Tappa 6

regia Riccardo Rombi

con Dafne Tinti, Filippo Brozzi, Francesco Dendi, Guido Targetti e gli allievi del Centro Ricerca e Formazione

musiche dal vivo Gabriele Savarese

Sull’isola di Ogigia il tempo si ferma. Calipso offre a Ulisse l’immortalità: un amore eterno, ma senza ritorno. È l’incanto dell’isolamento, la promessa di una felicità che congela ogni movimento. Lì dove tutto è perfetto, nulla può accadere. L’eternità di un bacio è la dolce prigionia del desiderio: un istante infinito che smarrisce il senso del viaggio. Calipso, dea e amante, custodisce la più delicata delle tentazioni — fermare il tempo per trattenere l’amore. Ma ciò che resta immobile perde la vita che lo anima. In questa tappa, il mare resta fuori, sospeso, mentre l’isola diventa una camera del sentimento e della memoria, un luogo dove la durata si confonde con la perdita, dove il silenzio dell’eterno rivela la nostalgia del mondo.

Ingresso gratuito

prenotazione consigliata

ITACA | Il ritorno. L'irreversibilità del tempo perduto

ITACA | Il ritorno. L'irreversibilità del tempo perduto

MARTEDì 29 SETTEMBRE ore 21.30

MAD Murate Art District 

Tappa 7

regia Riccardo Rombi

con Filippo Brozzi, Giorgia Calandrini, Vincenzo De Caro, Francesco Dendi, Benedetta Manfriani, Riccardo Rombi, Gabriele Savarese, Valentina Sechi, Guido Targetti, Dafne Tinti e gli allievi del Centro Ricerca e Formazione

Tema: L’approdo, il ritorno. Ogni viaggio tende verso il ritorno, ma chi ritorna non è più lo stesso di chi è partito. L’approdo non è una fine, ma un riconoscimento tardivo: le cose amate hanno cambiato volto, e il tempo, nel suo passare, ha trasformato tutto ciò che sembrava immutabile. Ulisse ritrova la casa, ma non il passato. Il suo viaggio termina nel luogo da cui era partito, ma il cerchio non si chiude — si apre in un’altra consapevolezza: la vita non restituisce ciò che toglie, offre la comprensione di ciò che resta. L’irreversibilità del tempo perduto è la misura della memoria, il segno della nostra finitezza. Itaca è la terra dove il mito del ritorno diventa esperienza umana: accettare che tutto ciò che abbiamo attraversato ci ha già cambiato per sempre.

Ingresso gratuito

prenotazione consigliata