Il Malato immaginario

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da Moliere

adattamento e regia Riccardo Rombi

con Riccardo Rombi, Giorgia Calandrini, Giovanni Negri, Dafne Tinti, Marco Mangiantini

musiche eseguite dal vivo Gabriele Savarese

luci Siani Bruchi

suono Martino Lega

La nuova produzione Catalyst IL MALATO IMMAGINARIO è il primo momento di una trilogia chiamata “L’UMANO RITROVATO”, dedicata a Molière.

Si ride.
Si deve ridere sempre, di tutto. Dei sotterfugi degli innamorati,
di notai poco scaltri ma servizievoli, di mogli più inclini al tradimento che alle gioie coniugali, di dottori specializzati nella finanza più che nelle diagnosi, in malati affetti dalla paura di vivere.
Così la feroce e disillusa comicità di Moliere ci presenta un esempio lucido di un uomo dai tratti contemporanei, alle prese con un quotidiano, che allora come oggi, appare martoriato e, per tanti aspetti, ridicolo.
Dalla poltrona del protagonista, dietro le centinaia di colorate boccette per medicinali, siringhe e clisteri, fanno capolino piccole ruberie, basse speculazioni e tradimenti di poco conto, in un curioso girotondo, che ha le movenze di un balletto di corte.

Saranno le risate degli spettatori a squarciare l’aria mefitica della stanza di Argan, a svelare l’orrendo mercimonio fra scienza e religione, a sostenere lo sguardo lucido e sereno del pensiero filosofico, tanto che alla fine sarà un umano ritrovato, quello che il pubblico si troverà davanti e che ci auguriamo, non abbandonerà sul palcoscenico.

In un susseguirsi incessante di botta e risposta, in cui le ragioni e le irragionevolezze dei personaggi danno vita ad un dibattito a tratti surreale, a tratti grottesco, emergono importanti riflessioni sulle relazioni familiari, sulla vita, sulle priorità dell’essere umano, e sull’importanza del raziocinio e del buonsenso. Dietro la commedia si nasconde l’amara rivelazione della tragedia della condizione umana, che è fragile e subordinata ad eventi incontrollabili.

E’ questo che ci spinge a portare in scena oggi il testo di Molière, che nel XVII secolo trovava la sua ragion d’essere nell’accesa critica sociale all’ignoranza e alla scienza intesa come religione e che nel momento storico che stiamo vivendo adesso non potrebbe essere più attuale. Il teatro, più che darci qualche risposta, ci obbliga a porci qualche domanda in più, insegnandoci a ragionare con buon senso e praticità, mettendo da parte paure irrazionali e soluzioni altrettanto irragionevoli dettate dall’egoismo.

L’energia e la forza della nuova produzione di Catalyst, sono il frutto di un intenso lavoro del cast, in buona parte under 35, composto dagli attori Riccardo Rombi, Giovanni Negri, Giorgia Calandrini, Dafne Tinti, Marco Mangiantini e dal talentuoso musicista Gabriele Savarese