regia Riccardo Rombi
coreografia Angela Torriani Evangelisti
con Riccardo Rombi, Angela Torriani Evangelisti
assistente alla regia Ulpia Popa
co-produzione Versiliadanza

regia Riccardo Rombi
coreografia Angela Torriani Evangelisti
con Riccardo Rombi, Angela Torriani Evangelisti
assistente alla regia Ulpia Popa
co-produzione Versiliadanza
Montecristo imprigionato. I suoi tentativi di fuga sono un flusso ininterrotto di pensieri e di immagini, di calcoli e ipotesi, di riflessioni e soluzioni per evadere insieme al suo compagno di prigionia, l’abate Faria, suo alter ego, che scava ininterrottamente cunicoli e gallerie, alla ricerca di uno spiraglio d’una via d’uscita.
Una partitura per attore, voce e movimento dove i corpi traducono le parole del racconto attraverso geometrie che si sviluppano e ridisegnano lo spazio, fino a ricreare la fortezza di IF sull’isola prigione di Marsiglia.
La metafora della prigione per scandagliare il concetto di Libertà , parola sempre più fragile, che nasconde sempre più insidie, tanto facile da pronunciare quanto complessa nella sua attuazione. Tra una libertà limitata e una carcerazione effettiva la differenza è una questione formale ma ciò che le accomuna è il desiderio di evasione. Tutto in una prigione è vagliato, misurato, analizzato maniacalmente da chi vuol evadere. Una cella è il laboratorio delle possibilità di fuga e il carcerato non è un romantico, è uno scienziato. L’esterno, il fuori, è uno degli infiniti dettagli che influiscono, positivamente o negativamente, sull’impresa. Paradossale parlare di evasioni in un’epoca affollata dalle libertà ? Oppure dovremmo iniziare a valutare seriamente le alternative di fuga?