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25
Aprile
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Elisabetta Salvatori SCALPICCI SOTTO I PLATANI

Giornata della Liberazione
in collaborazione con ANPI e Comune di Barberino di Mugello
SCALPICCII SOTTO I PLATANI
La strage di Sant’Anna di Stazzema
di e con Elisabetta Salvatori
al violino, Matteo Ceramelli

Elisabetta Salvatori con lo struggente spettacolo che la straordinaria ‘affabulatrice’ versiliese porta da anni per i teatri e le piazze italiane con immutato successo, accompagnata dal violino di Matteo Ceramelli: Scalpiccii sotto i platani, un intenso lavoro di teatro civile, dedicato alla strage di Sant’Anna di Stazzema ed ora proposto in occasione del 70° anniversario della Liberazione.

Raccontare è quel sapere povero che tutti conoscono…

Le storie che Elisabetta Salvatori sceglie sono vere, le raccoglie incontrando anime, luoghi e tradizioni con la curiosità di chi sa scoprire episodi rimasti nascosti, ne documenta l’origine con cuore e perizia, per poi riportarle alla luce e riconsegnarle al pubblico con la cura e la passione di una restauratrice: storie di vita vissuta, di sentimenti vibranti, di minime azioni, di dolori e passioni, di coraggio e amore, portate in scena con un linguaggio intimo, reale semplice e per questo dirompente che rende vive le sue trame e cattura chi ascolta.

Assolutamente toccante la sua ricostruzione degli ultimi momenti di vita degli abitanti di Sant’Anna di Stazzema prima del compimento dell’eccidio, perpetrato nell’estate del 1944 nel piccolo centro sulle Alpi Apuane (dove molti sfollati avevano trovato rifugio per scampare agli orrori della guerra) ad opera del 16° battaglione SS della “Freiwilligen-Panzergrenadier-Division Reichsführer”, guidato dai fascisti versiliesi e comandato dal maggiore Walter Reder: 560 morti in poco meno tre ore, donne, vecchi e persino 130 bambini, nel corso di una rappresaglia compiuta perché il villaggio non aveva rispettato il bando tedesco di abbandonare il paese.

Il racconto riporta lo stato d’animo degli abitanti di Sant’Anna ma anche degli sfollati, uniti ad aspettare la fine della guerra, fra paura e mancanza di cibo, nei giorni precedenti all’eccidio, giorni che si snodano in modo apparentemente normale. Il 24 luglio nasce una bambina, che viene chiamata Anna. Il 26 luglio, giorno di Sant’Anna, c’è festa per le strade del paese. Il 10 agosto, la notte delle stelle cadenti, sotto i platani della piazzetta della chiesa i bambini fanno un girotondo, e qualcuno ricorda ancora lo scalpiccio dei loro piedini. Due giorni dopo, si sentono salire lunghe file di soldati, fra canti e il suono di un organetto… È quanto è dato di ricostruire dall’ascolto delle testimonianze di quattro superstiti, quattro bambini che assistettero a quell’eccidio (uno dei quali Ennio, attuale custode del museo della memoria di Sant’Anna) , tra i più efferati fra quelli condotti dai nazisti in ritirata.

Elisabetta Salvatori, per realizzare quest’opera, ha ascoltato i racconti di quei pochissimi sopravvissuti, le testimonianze dirette di coloro che, bambini, vissero quel tragico giorno: laddove la storia personale di questi figli della Versilia si intreccia drammaticamente alla storia collettiva, sorgono le parole dello spettacolo, in memoria delle persone uccise e delle loro storie di sofferenza, di lutti, di amore e di coraggio.

Nel 2005 il Tribunale Militare di la Spezia ha pronunciato la sentenza (poi confermata dalla Cassazione nel 2007) con la condanna all’ergastolo per dieci imputati tutti ufficiali e sottufficiali del II battaglione del 35° reggimento.

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Date:
25 Aprile 2020
Time:
09:00 PM
Categories:
Stagione di prosa